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Valutazione posturale multidisciplinare

L’assetto posturale di un individuo è determinato da strutture altamente specializzate definite “recettori” o “ingressi” i cui esempi più rilevanti sono offerti da occhio, apparato stomatognatico e piede.

Una loro sregolazione o malfunzionamento si ripercuote per via ascendente o discendente sugli schemi motori e abitudini posturali del soggetto, portando alla creazione di compensi che nel tempo possono risultare l’origine di molte patologie comuni quali lombalgie, cervicalgie, atteggiamenti scoliotici, dolori articolari e muscolari.

Per tali ragioni la visione multidisciplinare tra i professionisti deputati all’analisi approfondita dei singoli recettori è di fondamentale importanza per un’indagine posturale completa.

Occlusione e postura

Il riposizionamento mandibolare, quando indicato, risulta spesso determinante e risolutivo in molte sintomatologie, tra cui vari quadri di cefalea muscolo-tensiva, otite ricorrente e vertigine.

La logopedista si occuperà di correggere la deglutizione atipica , gli atteggiamenti scorretti dei muscoli periorali e di cambiare lo schema respiratorio toracico - clavicolare a favore di quello diaframmatico.

La fisioterapista, l’osteopata e il chiropratico, saranno chiamati a risolvere i problemi posturali, a rilevare eventuali concomitanti cause ascendenti, e sopratutto a modificare gli schemi muscolari che favoriscono l'instaurarsi dei vari quadri disortodontici: l’approccio multidisciplinare risulta essere un valore aggiunto al sostegno e al mantenimento del risultato ottenuto.

 

Oculomotricità e postura

Lo studio del recettore oculare ci permette di capire se il suo funzionamento alterato può essere una delle cause dell’evolutività di patologie tra cui le scoliosi, indicando per cui come rieducare anche l’oculomotricità potrebbe portare a risultati migliori.

Nella letteratura troviamo numerosi lavori che mostrano quanto il recettore oculare sia importante nell’equilibrio tonico posturale. Già J.B.Baron, nel 1952 con un suo esperimento (nella sua tesi in scienze) aveva scoperto che una deviazione dell’asse visivo nei pesci al di sotto dei 4° aveva un effetto sul tono posturale portando l’animale a ruotare sempre nella medesima direzione fino a causare la comparsa di una deviazione della colonna assimilabile ad un atteggiamento scoliotico.

 

Correlazioni tra occlusione e oculomotricità

E' stata dimostrata la possibilità di relazione tra occlusione, postura e visus (forie). In molti studi si è osservato come  pazienti testati, che risultavano avere problemi gnatologici, dopo il riequilibrio occlusale e la diminuzione della sintomatologia algica, ottenevano un miglioramento nel campo dell'ortottica ed in alcuni casi la scomparsa delle forie. Probabilmente sistemi di catene neuro -  muscolari possono interagire con i muscoli oculari deposti alla loro motilità. Risulta necessaria, quindi, una più stretta collaborazione fra queste branche della medicina, al fine di ottenere migliori risultati in senso globale, per la cenestesi del paziente.

 

Piede e postura

Il piede rappresenta una delle nostre principali interfacce con l’ambiente che ci circonda, costante punto di contatto con il terreno con il quale deve necessariamente “confrontarsi” adattandosi spesso a deviazioni posturali discendenti.

Per questo motivo il recettore podalico viene considerato come il vertice basso del sistema posturale, elemento che gioca contemporaneamente un ruolo di compenso di disequilibri generati da altri recettori e causativo attraverso i compensi stessi generati.

Organo motorio ma anche esplicitamente sensoriale, deve necessariamente inserirsi nella valutazione e nel riequilibrio multidisciplinare dell’assetto posturale.

Abitudini orali viziate

Il pollice, il succhiotto, il ciuccio si comportano come apparecchi ortodontici in grado di modificare il tessuto e l’osso mediante l’applicazione di una forza (Garliner, 1996).

Nella suzione infatti:

- La lingua si porta in avanti e spinge il capezzolo verso il palato che è molto modellabile.

- La forza della lingua crea sufficiente pressione dando forma al palato duro che diventa adattabile alla lingua stessa.

- Mentre la lingua del bimbo spinge il capezzolo verso la volta della bocca, allarga il palato rendendolo adatto ad accogliere i denti.

Quando il pollice o il succhiotto imprimono una forza costante contro la volta palatina, essa viene modellata in una forma ristretta e innaturale. La forma alterata ha un’influenza negativa sulla funzionalità della muscolatura oro facciale  che contribuirà a dare origine ad una malocclusione  e ad un’articolazione alterata dei fonemi.